Ore 9:00
Sveglia e colazione. Mentre nonno e presidente fanno la solita corsetta e confermano di essere decisamente più performanti a piedi che in moto, Edo, Stefano e il sottoscritto si guardano il primo tempo di Italia-Francia, ottavi della coppa del mondo di rugby.
10:30
Con colpevole ritardo si riparte, ma non prima che il road captain abbia dettato la rotta dello scorso anno. Il sole splende, il clima è semplicemente fantastico e le dolomiti completano il quadretto. Saliamo verso il Passo Rolle, e scendiamo verso A San Martino di Castrozza. Una meraviglia. Le strade sono invase da centinaia di motociclisti, sembra una domenica estiva. Le strade in discesa sono strette e meno divertenti, ma i paesaggi meritano. Dopo una settantina di chilometri di valli strette e strade abbastanza veloci, saliamo verso l’altopiano di Asiago. Qui improvvisamente il presidente ritroverà l’ardore di un tempo e il rispetto dei compagni di viaggio riunendosi al gruppo di testa. Ovviamente nulla da fare per il nonno (voci sostengono si sia addirittura fatto montare un nuovo cambio con 6 retromarce).
14:00
Ci fermiamo poco prima di Asiago per una mezza forma di formaggio e per rimirare il seno di un procace mammifero in grembiule. Quindi via di nuovo, giù, su verso Folgaria, giù ancora verso Riva del Garda, dove arriviamo verso le sei. È tardi, c’è un traffico insopportabile sulle strade e siamo già parecchio stanchi. Ci accarezza l’idea di fermarci a dormire da qualche parte ma quest’anno il tempo di tutti è limitato.
19:00
Si riparte col buio. La Gardesana è un inferno, il tratto di autostrada Brescia-Milano sembra la fila per i cessi all’Oktober Fest. Liberi tutti, ognuno per sé. Verso le 21 sono quasi tutti a casa, tranne ovviamente il nonno. Rientro tardivo anche per il road captain, che doveva spingersi fino a Torino. Pare che una volta arrivato a casa, sua moglie gli abbia dettato una certa rotta, stavolta molto precisa.










Vorrei precisare due cose:
1) per il bene collettivo mi sono sacrificato io e ho dormito col nonno che russava come 10 tifosi del Borussia Dortmund
2) la cena è stata spettacolare su nella baita chic dove i vini (se non ricordo male un incredibile pinot nero o blauburgunder altoatesino) sono stati degni del blasone che ci portiamo tatuato sul braccio io e davide
confermo il punto due. riguardo all’uno: non è che ti sei sacrificato, è che ti abbiamo turlupinato noi!
Ben fatto, tesoriere ubriacone.
P.S. Sul iPad mi si apre con una configurazione tutta sua. Ganzo!
@ Presidente: semper fidelis e grazie per la cena luculliana. Scatterà il tatuaggio anche per me, sulla chiappa sinistra.