Il mattino il Robecchi verrà ritrovato nella hall in stato di shock, dondolante e con sguardo vacuo. Quando si riavrà racconterà di aver resistito a diversi tentativi di violenza sessuale e di aver udito dei rumori provenienti da “un passato ancestrale e terribile”. Il suo sacrificio non è vano e gli varrà l’ammissione tra i membri effettivi del club. Il peggio è passato. Sostanziosa colazione, il solito tentativo del presidente di non pagare il conto e via di nuovo in moto.
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Pochi chilometri e s’arriva all’acetaia Picci, uno dei maggiori produttori di aceto balsamico tradizionale della zona (quindi del mondo). La visita è molto interessante e costruttiva. Tutti fingiamo di capire il meccanismo di travaso annuo da botte grande a botte piccola in percentuali variabili secondo la legge di Woizinsky. Fondamentalmente ci portiamo a casa che per produrre aceto balsamico serve solo grande pazienza e non si guadagna una minchia, quindi perdiamo subito interesse. Assaggiamo 21 tipi di aceto e compriamo il minimo indispensabile per non sembrare dei pezzenti. L’aceto è effettivamente superlativo ma sono anche le undici del mattino: l’impavido Boscacci a questo punto accusa dei reflussi gastrici che somigliano pericolosamente a tracimazioni del Lambro.
Ci dirigiamo verso la bassa, sfiorando Brescello, terra magica di Giovannino Guareschi: rettilinei, bell’asfalto e campagne commuoventi sotto un sole di ottobre appena tiepido. Tappa nel borgo fortificato di Sabbioneta per l’aperitivo e sfrecciamo via lungo il Po, malinconico e magnifico. Sono ormai le 14:15 ma il ristorante La Buca di Zibello ci attende serafico e ci dà il benvenuto con il culatello che l’ha reso celebre nel mondo, in versione antipasto e come primo sui tagliolini fatti in casa.
Ultimi sorsi di Lambrusco e poi è tutto un triste riavvicinarsi a Milano, salutando per strada il nuovo acquisto Robecchi prima, il veloce Lugari poi. Cremona, Piacenza, Lodi, casa. È già finito il giro di quest’anno, ma siamo certi si riproporrà anche nei prossimi giorni. Burp.









Mi avevano parlato di foto bellissime dell’Acetaia…
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Bene, ora che mi avete sputtanato, mi sento decisamente meglio!